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Sala d'attesa del Monaldi (Rep. Oculistica) |
Il
28 marzo 2014
sono stata operata di cataratta all' occhio sx. presso l'ospedale
Monaldi
Durante l'intervento i medici ( Dott Polzella e dott Loffredo)mi dissero che la cataratta era molto spessa ma che non c'era problema se non che forse l'operazione sarebbe durata più a lungo del solito. E così è stato. Preciso che non soffro di nessuna patologia che avrebbe potuto creare complicazioni. Non ho diabete, non soffro di pressione alta tanto meno ho problemi cardiaci o di altra natura. I problemi sono venuti dopo.... Già alla prima visita di controllo in ospedale dopo l'intervento, il 31 marzo mi accorsi che la visuale era opaca e il medico che mi aveva visitato (Dott. Loffredo) mi prescrisse una settimana di cura . Alle visite successive passai in carico al Dott. Fiano, (sempre al Monaldi) che mi prescrisse una terapia a base di antibiotici e cortisone dicendo che l' occhio si presentava "molto traumatizzato" con epitelite ed edema diffuso. Per farla breve, dopo sei mesi di cura ( mi hanno cambiato spesso sia i cortisoni che gli antibiotici) la situazione non era migliorata. E alla fine lo stesso medico che mi ha operato,(Polzella) disse, dopo aver consultato i suoi colleghi fra cui Fiano, Loffredo, Masucci e lo stesso primario del reparto, Otello Gallo) che l' unica alternativa possibile sarebbe stato l' innesto di cellule epiteliali (trapianto?) per rigenerare l' epitelio che risultava danneggiato. E che la causa di tutto sarebbe stata proprio lo spessore della cataratta che IO avrei TARDATO a farmi operare. In tutto ciò preciso che nessuno preventivamente mi aveva fatto cenno ai rischi che correvo, che fra la prenotazione e la visita ambulatoriale erano trascorsi 4 mesi e tra la visita che mi aveva diagnosticato la cataratta e l' intervento sono trascorsi altri 5 mesi. Se c' erano rischi non avrebbero dovuto anticipare l' intervento chirurgico? Inoltre, come ben si sa, durante l' intervento chirurgico io ero sveglia (l' anestesia era locale con litri di liquido versato sull' occhio ) e sentii i presenti che sostituivano la "cannula" che stavano adoperando con un 'altra più grossa che non avevano ancora testato e per il qual motivo in sala operatoria c' era un tecnico che ne illustrava l' utilizzo e questo coincise anche con il momento in cui avvertii un dolore fortissimo, come uno strappo e mi lamentai mentre fino ad allora non avevo avvertito altro che un pò di fastidio. (Di tutto questo non si fa cenno nella cartella clinica che ho richiesto, non è un falso?) Potrebbe essere questo il motivo del "trauma" all' epitelio?
Per
fare chiarezza su quanto stava capitando, in questo periodo ho
consultato altri due oculisti ( Luigi Franco nel mese di aprile) e
Alessandro Senese (nel mese di giugno) al pronto soccorso dellì
Ospedale Pellegrini e al suo studio privato). Entrambe mi
diagnosticarono una CHERATOPATIA BOLLOSA
Dal
31 luglio 2014,
sono in attesa di trapianto di cornea (presso il Pellegrini
vecchio, dove sono stata indirizzata dai medici del Monaldi) dopo
essere stata visitata dal Prof. Achille Tortori , ma mi reco
periodicamente nell' ospedale Monaldi perchè, non avendo
ottenuto risultati con i farmaci, l' unica soluzione, in attesa
del trapianto, è stata quella di applicare una lente a contatto
terapeutica, che dovrebbe durare qualche mese e invece, tempo 7/10
gg la lentina cade e devo tornare a rimetterla. Mi avevano
proposto di fare l'intervento privatamente per accorciare i
tempi di attesa ma io sono nell'impossibilità di pagare qualsiasi
cifra. Stesso dicasi per la proposta di fare l' intervento a
Mestre (dove la lista d'attesa sarebbe stata più corta)che io ho
rifiutato per lo stesso motivo.
Ma
non e' finita qui.
Nel
periodo post-natalizio un dolore fortissimo all'occhio mi ha
costretto di nuovo a recarmi il 5/6 gennaio da Senese e al
pronto soccorso del Pellegrini, la diagnosi questa volta è stata
di ULCERA CORNEALE CON IPOPION per cui avevo bisogno di ricovero
immediato che io ho rifiutato perché non essendoci posto da loro
sarei stata sbarcata in una struttura qualsiasi.
Il
7 gennaio 2015
ritorno
al Monaldi. Mi confermano la terapia che sto già seguendo per 7
gg
Il
14 gennaio 2015
al Monaldi vengo di nuovo visitata dal dott Polzella e dal Prof.
Gallo.
Questa
volta vengo indirizzata all'Ospedale di Salerno, dal Prof.
Vincenzo Sarnicola, eccellenza nel trapianto di cornea.
Il
19 gennaio 2015 Anche
lui insiste per un ricovero immediato che io ho rifiutato perché
non essendoci posto da loro sarei stata inviata in una struttura
qualsiasi della Regione con tutti i disagi annessi che si
sarebbero riversati su di me e sulla mia famiglia.
Il
21 gennaio
2015 al 10 maggio 2015 vengo
seguita
con frequenza settimanale e più se necessario per questa
infezione dal Monaldi, con la promessa che una volta guarita sarà
la loro struttura d eseguire il trapianto di
cornea
II
18 maggio 2015
ricovero in Day Hospital al Pellegrini per prelievo pre.ricovero
Il
19 maggio 2015
ricovero in Day Hospital al Pellegrini per indagini pre.ricovero
Il
25 maggio 2015
dimissioni
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